Salviamo i Mufloni dell'Isola del Giglio

Il progetto dell’Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano avrà un impatto irreversibile sull'Isola del Giglio. Lo sterminio dei Mufloni è già iniziato con numerosi abbattimenti. Siccome ci sono tante incongruenze all’interno di questo progetto dell’Ente Parco, abbiamo creato una petizione per fermare il massacro e salvare gli ultimi Mufloni dell'Isola del Giglio prima che vengano eliminati completamente dalla nostra isola.


Mufloni sul Granito
Save Giglio

Conserviamo la Nostra Storia & Proteggiamo La Natura


Petizione

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Relazione 2021

Salviamo i Mufloni dell'Isola del Giglio - Relazione 2021

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AGGIORNAMENTO: ABBATTIMENTI SOSPESI MA MUFLONI ANCORA IN PERICOLO

Isola del Giglio, 27 novembre 2021: ringraziamo anzitutto Alessio Guarnieri, Silvia Facheris e tutti gli amici isolani che hanno organizzato e partecipato al corteo col quale abbiamo manifestato la volontà che i nostri mufloni vengano protetti, come anche il Fico degli Ottentotti, che anch’esso fa parte del nostro variopinto ed unico “scoglio”. La sentita e tranquilla manifestazione si è conclusa cantando, verso il Promontorio del Franco, “sono Gigliese e canto”, canzone di Cecchino, il babbo di Aldo Aldi. Dopo poco, abbiamo ricevuto l’annuncio dell’Onorevole Michela Vittoria Brambilla che ci riferiva del suo recente incontro informale col presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, Giampiero Sammuri, riguardo al futuro dei mufloni del Giglio. L’accordo ufficioso prevederebbe la sospensione temporanea degli abbattimenti e la traslocazione dei mufloni superstiti, quindi l’eradicazione di fatto continuerà .

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Il Muflone Europeo: Altamente Protetto in Altre Isole del Mediterraneo

Il muflone, Ovis aries musimon, è l'antico antenato di tutte le pecore domestiche che hanno accompagnato la civiltà mediterranea, donandoci la lana, latte e sostentamento per millenni. Il muflone è presente nelle isole mediterranee da circa 10.000 anni. Nell'isola mediterranea del Giglio, i mufloni presenti oggi, sono la popolazione residua di un progetto di conservazione realizzato negli anni 50 del secolo scorso che ha contribuito con successo a salvare la specie dall'estinzione, in un periodo in cui era in serio pericolo. Oggi, il muflone è protetto e onorato in altre isole del Mediterraneo: a Cipro, il muflone è protetto ed è considerato l'animale nazionale. Il muflone appare spesso nelle sue opere d'arte, nei francobolli e nelle monete. In Corsica, la caccia al muflone è vietata dal 1953. In tempi più recenti, è stata approvata una legge per proteggere i mufloni della Sardegna dalla caccia e ora sono altamente protetti nelle grandi isole a noi vicine.



Tanta Opposizione al Progetto “Letsgo Giglio” dell’Ente Parco

Dopo aver pubblicato un primo articolo sul giornale locale “Giglionews” per sensibilizzare ed informare la nostra comunità sul progetto, abbiamo ottenuto l'appoggio della stragrande maggioranza degli agricoltori locali che hanno firmato una lettera in cui esprimevano i loro sentimenti irremovibili sul fatto di voler mantenere i mufloni sull'isola e di non voler vedere un solo muflone ucciso. I proprietari di piccoli orti, frutteti e vigne, si sono riuniti per dichiarare che i raccolti non vengono danneggiati dal muflone, contrariamente a quanto affermato dall'Ente Parco e da coloro che sono legati all'amministrazione locale. Una recente petizione ha raccolto ad oggi, quasi 5.000 firme contro l'uccisione dei mufloni.

Il progetto “Letsgo Giglio” è da allora entrato al centro delle polemiche tra cittadini, consiglieri e agricoltori dell'isola insieme ad associazioni, scienziati indipendenti, esperti, direttori di parchi nazionali e giornalisti. Sono stati pubblicati numerosi articoli sull'argomento ed in forte opposizione al progetto.



Costo & Piano del Progetto “Letsgo Giglio”

Il progetto chiamato "Life LetsGo Giglio" è cofinanziato dalla Commissione Europea con circa 1,6 milioni di euro. E’ stato ideato e voluto dall'Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano col consenso dell'attuale Sindaco ed Amministrazione Comunale e prevede le seguenti azioni:


  1. lo sterminio di tutti i mufloni - con l'uso anche di animali “Judas radiocollarati” e lacci;
  2. la cattura di alcuni conigli - con trappole;
  3. l'estirpazione/controllo del Fico degli Ottentotti - con metodi manuali e con l'uso di teli per provocarne la morte;
  4. il diradamento di una delle pinete con il reimpianto di specie native;
  5. la creazione di quattro piccoli invasi artificiali per il Discoglosso sardo e la rimozione della tartaruga Trachemys scripta.

Il progetto “LetsGo Giglio”, in corso di esecuzione, si basa sul regolamento UE 1143/2014 che promuove interventi mirati al controllo delle specie aliene ed invasive, al fine di conservare la biodiversità e minimizzare le potenziali perdite finanziarie laddove le specie interferiscano con le economie locali, come l'agricoltura.

Contrariamente al piano dell’E.P.N.A.T. che si basa pesantemente sull'abbattimento del muflone, il regolamento UE suggerisce specificatamente che, nel caso in cui una specie sia effettivamente aliena (alloctona) ed invasiva (non è comunque il nostro caso, va sottolineato con particolare rilievo) e debba essere eradicata da un determinato habitat, dovrebbero essere adottate misure non letali e sarebbe comunque sempre da prediligere il contenimento più che la eradicazione.


Muflone e Cucciolo

Foto Credit: Massimo Sanna


Non Esistono Studi Specifici al Giglio, Solamente Generalizzazioni Basate su studi afferenti Isole Esotiche

Non ci sono stati studi preliminari condotti da istituti ed esperti indipendenti per dimostrare che il Muflone sia "invasivo" all'Isola del Giglio. Intervistato dal giornale La Repubblica, Giampiero Sammuri, presidente dell'Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano e della Federparchi, ha spiegato: "E' universalmente noto che nelle isole gli ungulati sono dannosi per la biodiversità, perciò non abbiamo buttato soldi in uno studio specifico sui danni arrecati dai mufloni all'Isola del Giglio". La giornalista della Repubblica ha poi suggerito che i mufloni non sono accusati di aver creato ingenti danni specifici all'Isola del Giglio e Sammuri ha risposto: "Meglio sradicarli e lasciare spazio a specie con maggior diritto di abitare sul posto, via libera al ritorno di piante e insetti che c'erano prima" (La Repubblica, 25 marzo 2021).

L'Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano sostiene che il Muflone sia una specie "aliena" ed "invasiva", dannosa per il leccio e le coltivazioni locali dell'Isola del Giglio, affermando che è "invasivo" in base ai danni che il muflone infliggerebbe alle specie vegetali endemiche delle Isole Hawaii. Le isole Hawaii sono tropicali e hanno una flora completamente diversa da quella del Giglio. L'Isola del Giglio è un'isola mediterranea che ha un habitat simile a quello della Sardegna e della Corsica dove il Muflone è protetto.


L'Uso Selettivo delle Risorse dei Database per Giustificare l'Etichetta di "Invasivo"

Va ribadito che l'Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano non ha effettuato studi sull'Isola del Giglio per determinare se il Muflone sia invasivo. Invece, ha presentato informazioni generiche prese da un database online per definire il Muflone come invasivo. È interessante notare che l'Ente Parco ha usato il database dell’IUCN per convalidare il proprio progetto, mentre l'UE tende a prediligere il più grande database internazionale “CABI”.

La scheda tecnica “CABI” inerente il Muflone afferma: "...non sono stati riscontrati effetti negativi sull'ambiente nativo in molti paesi (quindi non è da considerarsi invasivo)". Le conclusioni di questa scheda si basano su 140 riferimenti.

Al contrario, la scheda dell’IUCN dichiara il Muflone una specie "invasiva" sulla base di soltanto 2 studi condotti su realtà insulari, una alle isole Hawaii, ed una alle Channel Islands. Alle Hawaii si parla di mufloni, alle Channel Islands si fa riferimento in generale a grandi erbivori. Da notare che il presidente dell'Ente Parco, Giampiero Sammuri, è anche il vicepresidente del comitato italiano dell'IUCN.


Fico degli Ottentotti

Foto Credit: Franco Galleto


Fico degli Ottentotti

Passiamo ora alla parte del progetto dell’Ente Parco che prevede il "contenimento" del Fico degli Ottentotti. Questa pianta grassa che cresce al Giglio da tempo immemorabile, nella relazione allegata al “Progetto Life LetsgoGiglio”, i burocrati la chiamano “unghie di strega”. Non si sa dove abbiano trovato tale nome, o forse l’hanno battezzata così loro stessi per giustificare meglio l’azione di violenza che vogliono attuare anche contro di essa. In Sardegna questa pianta grassa viene chiamata “Bella e Die” o “Gravellu de Seda”, cioè “Bella di Giorno” o “Garofano di sera”. Questa pianta in California viene utilizzata anche contro l’erosione e come presidio anti incendio per difendere aree boschive e specie in via di estinzione. Al Giglio i suoi fiori nutrono con il loro polline tante specie di bombi, farfalle, scarafaggi ed api aumentando la biodiversità degli insetti impollinatori. L'immagine di questi tappeti di foglie e fiori che adornano piccoli tratti di scogliera è un'immagine che fa parte dell'identità del Giglio. Se l’Ente Parco realizzerà il progetto di “contenimento” di tanti paesaggi rimarrà soltanto il ricordo nelle cartoline.


Al Giglio la Densità di Popolazione dei Mufloni è Molto Bassa

Un dato importante che non è stato preso in considerazione è la densità di popolazione del Muflone, essendo un fattore significativo. Recenti studi in Sardegna dimostrano che gli squilibri di habitat cominciano a verificarsi quando i mufloni superano i 300 - 400 esemplari per ogni 1.000 ettari. All'Isola del Giglio ci sono 12 - 20 mufloni ogni 1.000 ettari (25-40 esemplari totali in un'area di oltre 2.100 ettari), una densità di popolazione che avrebbe difficoltà a produrre un impatto negativo tangibile sull’ambiente. C’è inoltre da dire che studi recentemente condotti dal Dipartimento di Biologia di Firenze, sulla popolazione di mufloni dell’Isola d’Elba, ha avuto come esito che essi non risultano invasivi, ovvero non danneggiano significativamente le leccete locali dato che, per un rispetto ed un senso innato di tendenza a raggiungere un equilibrio con l’ambiente in cui vivono, tendono a brucare in modo diffuso e non localizzato, annullando così ogni possibile effetto dannoso ed aiutando tra l’altro a contenere gli eventuali incendi.

La popolazione di mufloni all'Isola del Giglio è presente da oltre 65 anni. La loro popolazione è rimasta contenuta nel corso degli anni, tanto che l'avvistamento di un muflone è considerato molto raro. Molti abitanti dell'isola che hanno vissuto tutta la loro vita qui, non ne hanno mai visto uno. Essendo una specie originaria delle vicine isole mediterranee, esiste la possibilità che, a causa della somiglianza di habitat, la popolazione si sia naturalizzata in questo ambiente e si sia integrata nella comunità biologica.


Lo Sterminio dei Muloni

Immagini estratte dalla videoconferenza fatta dall'Ente Parco il 26 Gennaio 2021


Sono Già Stati Effettuati Numerosi Abbattimenti

L'Ente Parco ha già iniziato lo sterminio dei Mufloni, l’ultimo, senza neanche poterlo portare via, l'hanno abbattuto sugli scogli, sparandogli da lontano. Pare che tra l’altro gli incaricati abbiano abbattuto anche femmine con piccoli al seguito, rimasti così senza madre e senza latte, destinati a morire di fame e di stenti.

Dal 2009 ad oggi sono stati uccisi per conto dell’Ente Parco, 97 mufloni di cui 54 da “coadiutori dell’Ente Parco” e 43 dalla Polizia Provinciale. Dai dati disponibili risultano ancora presenti sull’Isola dai 25 ai 40 esemplari di Muflone. Dobbiamo salvarli prima che li uccidano tutti.


Come Possiamo Salvare i Mufloni

L’Ente Parco sta sterminando i Mufloni qui sulla nostra bella Isola. Se non fermiamo il progetto, in poco tempo li uccideranno tutti e del Muflone rimarrà solo la statua posta in cima al promontorio del Franco.

Senza studi specifici eseguiti da terzi, non si può determinare l'effetto che i mufloni hanno sull'habitat dell’Isola del Giglio. A causa delle numerose incongruenze all'interno del progetto dell`Ente Parco, chiediamo la cessazione immediata di tutte le attività del progetto “Letsgo Giglio” fino a quando gli studi appropriati potranno essere eseguiti e valutati scientificamente. I dati attuali presentati non sono, a detta di numerosi esperti nel settore, sufficienti per procedere con l'attuale progetto.

Abbiamo preparato una petizione per fermare il massacro degli ultimi Mufloni dell’Isola del Giglio.

Se avete visto un muflone all'Isola del Giglio, vorremmo anche invitarvi a condividere la vostra storia con noi, poiché il Muflone è diventato parte integrante del folklore della comunità isolana.

Abbiamo bisogno del vostro aiuto.


La Petizione

per fermare lo sterminio dei Mufloni all'Isola del Giglio


FIRMATE QUI
La Vostra Storia sui Mufloni

Ci Piacerebbe Sentire la Vostra Storia.

Il contributo della vostra storia sarebbe molto significativo e potrebbe aiutare a salvare gli ultimi mufloni della nostra isola. Se avete un momento, ci piacerebbe ascoltare il vostro racconto.


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Muflone

Gli Ultimi Mufloni del Giglio

sono nelle vostre mani.